Capitolo 1

La luce, l’unica della stanza, è posizionata nella maniera più rompicoglioni possibile.

Anche questa ragazza, pur essendo molto gnocca, in questo momento rompe i coglioni.

La ragazza termina di truccarmi.

«Allora io le faccio le domande e lei risponde direttamente a me, non guardi in camera mi raccomando.»

Il tipo che parla, questo tale Giovanni-non-so-cosa, si vede che si sente il regista più bravo della storia, che si sente il Kubrick di noi altri.

«Ok. Guardo lei.»

«Bene. Pronto?»

«Sono nato pronto!»

«Perfetto. Allora… Azione!»

Il tipo accende la telecamera che punta su di me e si mette a sedere accanto al piedistallo il quale sostiene quel piccolo arnese che ora ha una luce rossa accesa, a differenza di prima.

Fa un cenno con la mano come per farmi capire che adesso inizia la vera intervista.

«Agente Lenni lei è il funzionario più famoso della polizia per i furti di popolarità, la così detta polizia “social”, da quando questo ufficio esiste…»

Grazie Giovanni-non-so-cosa, questo è un dettaglio che sanno tutti ma non posso far vedere che me la tiro ad inizio documentario.

«Bhe non direi…»

«Non faccia il modesto! Quanti punti popolarità ha adesso?»

«Mi pare intorno ai cinquantaquattromila, ma non vorrei sbagliarmi.»

In realtà il numero esatto lo so. Lo controllo ogni mattina.

«Le dispiace se controllo!?»

Mi immagino già la scritta sotto il mio viso nel documentario “Agente Nero Lenni”.

«Assolutamente no, faccia pure!»

Il regista prende degli occhiali con visore di popolarità dall’aria molto costosa. Devono essere dei Louis Vuitton X3000 o comunque roba da radical chic di quel tenore.

Il visore si accende, il regista mi guarda.

«Cinquantaquattromilaottocentotrentasei, tantissimi, tantissimi davvero!»

Forse “Il pluridecorato agente Nero Lenni” suona meglio.

«Mi ricordavo male…»

Il regista sorride.

«Se continua così potrebbe disarcionare persino Bolgheri e fare il presidente al posto suo!»

Il tipo sta cercando di leccarmi il culo? Bene, ridiamo alla battuta.

«Non credo che Gianmarco possa temere che qualcuno superi i suoi punti. Ero da lui ieri sera e mi pare abbia trecentomila punti.»

«Trecentomilacentottantasei secondo l’ultimo aggiornamento di un quarto d’ora fa e, a proposito di questo, iniziamo con le vere domande di questo documentario.»

Due anni prima, anno 2047

Che posto di merda.

Speriamo solo che questa situazione del cazzo porti a qualcosa di concreto.

Quando sono entrato in polizia nemmeno esisteva la “squadra furti di popolarità” e pensare che volevo andare alla omicidi.

Piove, fa freddo e sono al filtro della sigaretta.

Getto la sigaretta.

Devo farmi forza, devo andare.

Mi incammino verso la musica.

Cigarette

Oggi, anno 2049

Il regista si toglie il visore.

«Cosa ne pensa dell’istituzione dell’unico social network statale, Pagina Personale?»

Ecco la solita domanda di rito del cazzo.

«So che molti non vedono di buon occhio Pagina Personale ma io mi ricordo quando fu scelto di rendere obbligatorio l’uso esclusivo di questo sistema. Il mondo era impazzito: milioni di social network, profili fake, ognuno poteva commentare come voleva qualsiasi cosa senza incorrere in ammende di nessun tipo, era diventato un problema reale.»

Il regista sistema il visore-da-un-sacco-di-soldi nella custodia-da-un-sacco-di-soldi.

«Quindi secondo lei è giusto che ognuno di noi abbia l’obbligo di essere iscritto a Pagina Personale e di doverlo aggiornare regolarmente!?»

Due anni prima, anno 2047

La porta di lamiera non è certo l’entrata più invitante del mondo, la musica viene da là dietro.

Certo, il fatto che non sia molto invitante come entrata, è forse dovuto anche da questi due enormi avanzi di galera che mi fissano di fronte ad essa.

Faccio il gesto con la mano che mi ha detto quel drogatello. Il più brutto dei due fa un cenno all’altro.

Quello più grosso dei due inizia a perquisirmi.

«Puoi andare.»

Mister Italia apre la lamiera.

La musica tecno hard-core della discoteca clandestina mi investe.

Entro.

Oggi, anno 2049

«Pagina Personale, il profilo ufficiale, i punti popolarità… Volenti o nolenti questo è il tipo di società che ci siamo scelti.»

«E l’agente Nero Lenni dei punti popolarità cosa pensa?»

Due anni prima, anno 2047

Le luci, la musica, la gente.

Dj

Mi faccio largo tra questi invasati su di giri a gomitate.

Dov’è?

«Ehi amico vuoi un po’ di Melange

Il ragazzo ha delle guance scavate e lo sguardo perso nel vuoto, tiene un collirio in mano.

«Mi vengono anche gli occhi azzurri?»

«Come amico!?»

«Niente, lascia fare. Non mi interessa.»

Una ragazza si avvicina al pusher e gli da non so quanti euro.

Il tipo le mette una goccia di collirio per occhio e quella inizia a dimenarsi e urlare.

I colleghi della narcotici si divertirebbero qua dentro.

«Benvenuti alla notte dove tutto è permesso. Qua nessuno vi controlla i Punti Popolarità per poter entrare. Qua Pagina Personale non arriva…»

Il vocalist urla al microfono. la gente si accalca.

«Ahi, cazzo!»

Cado a terra rovinosamente. Un pelatone grosso con lo sguardo da maniaco delle risse mi ha dato una spallata.

«Scusa amico, non cerco guai!»

Mi guarda, sorride e se ne va. Meglio non infilare in una rissa ora.

Mi metto il mio visore di popolarità e guardo il pelatone di schiena che si allontana.

Ha uno zero rosso che danza sopra la sua testa. E’ un ricercato! Tutte le persone intorno non superano i duecento punti se va bene. Porca puttana.

Rimetto a posto il visore, meglio non far vedere che mi faccio i cazzi altrui qua dentro.

«Questa notte è nostra, degli scarti, degli ultimi, degli impopolari! VAI OLDJOKE!!»

Il Dj, OldJoke, mette una traccia coi battiti più pesanti. La gente inizia a ballare forsennata.

Oggi, anno 2049

«Penso che i punti popolarità siano la cosa più utile derivata da Pagina Personale. Se l’istituzione del social unico è riuscita a bloccare i commenti offensivi, le ingiurie e fenomeni come il cyberbullismo, i Punti Popolarità sono lo strumento con cui ci difendiamo da violenze e soprusi. Ognuno può indossare un visore e vedere se la persona che ha davanti è un popolare o un impopolare o se, addirittura, ha commesso dei reati per cui dovrebbe essere in prigione, se è uno zero rosso insomma.»

Due anni prima, anno 2047

Vado verso il bancone del bar, forse là potrà vedermi.

Il barista mi guarda.

«Un Black Russian.»

Annuisce.

«Sempre fissato con il caffè?»

Mi giro, è lei.

Bellissima, ha i capelli lisci raccolti in una crocchia, degli occhiali da vista che è la prima volta che vedo e un abito rosso attillato.

«Ginger! Dove cazzo eri finita!?»

«Non potevo farmi vedere troppo in attesa. Il posto è pieno di telecamere e sono persone molto sospettose.»

Il barman mi porta il Black Russian.

«Muoviti a bere quello schifo e seguimi.»

Butto giù il cocktail tutto d’un fiato.

Oggi, anno 2049

«Quindi trova giusto che le professioni più importanti e, soprattutto, le cariche istituzionali più elevate vengano distribuite in base ai Punti Popolarità? Trova giusto che possa sapere quale dei miei amici su Pagina Personale ha preso o ha perso più Punti soltanto andando sul suo profilo?»

«Sì, certo. La nostra società si fonda su questi principi.»

Due anni prima, anno 2047

Ginger mi sculletta davanti. Quanto ben di Dio.

Arriviamo ad una porta enorme. Davanti un tipo, enorme come la porta, armato, con gli occhiali da sole.

È un buio cane e questo ha gli occhiali da sole.

«Micky è lui il tipo.»

Micky alle parole di Ginger si avvicina e mi perquisisce.

Mi prende cellulare e visore di popolarità e li chiude in una busta che mette in un cesto dove ce ne sono altre.

Ginger allarga le braccia e fa un sorrisetto all’armadio a due ante.

«Se mi vuoi perquisire…»

Il buttafuori sorride e schiaccia un tasto dell’auricolare all’orecchio.

«La ragazza ha con sé il compratore.»

Guardo Ginger.

Qualcuno deve aver risposto a Micky Mouse dall’altra parte perché è tornato a fissarmi.

«Tu, guarda la telecamera.»

Indica un punto sul muro dove c’è una piccolo quadrato nero. Guardo là.

Si apre la porta.

«Potete entrare.»

Heat

Ginger si fa avanti, io la seguo, Micky le guarda il culo.

Oggi, anno 2049

Il regista ora ha preso la parte dell’avvocato del diavolo e io devo rispondere le solite cose trite e ritrite.

«E non pensa che, come i contrari al nostro sistema sostengono, il fatto che il presidente rimanga in carica fino a quando è la persona con il numero più alto di Punti Popolarità non possa creare una sorta di dittatura nel lungo periodo?»

«Questa polemica è nata da quando c’è Gianmarco Bolgheri presidente perché, in effetti, ha una popolarità altissima, dopotutto è un eroe della guerra al terrorismo. Mi permetta, però, di farle un esempio pratico del perché il nostro sistema è quasi perfetto: se il presidente facesse qualcosa per avvicinarsi ad un regime totalitario la sua popolarità crollerebbe. Non siano dei cittadini così stupidi. E poi non dimentichiamoci del momento in cui Culumbo stava per diventare presidente.»

«Prima che Bolgheri salvasse quel bambino.»

«Non possiamo certo accusare Bolgheri di un furto di popolarità, con tutti quei testimoni.»

«Assolutamente no. A proposito di questo… Potrebbe raccontarci dell’operazione che due anni fa le ha fatto raggiungere il punteggio adeguato per diventare capo dell’ufficio per i furti di popolarità?»

Sorrido.

Continua