Ci sono quei momenti nella vita di ognuno di noi in cui non ci sentiamo più capaci di niente.

Il solito lavoro, la solita routine… tutto diventa noioso, scontato.

Oppure il contrario.

Può capitare che la ricerca costante di un lavoro nell’immobilità del precariato, la continua ricerca di qualcosa di irraggiungibile (un sentimento non corrisposto o il non sentirti realizzato ad esempio) ti rovini a tal punto da arrivare alla stesso risultato sopra scritto.

Le cose che ti succedono accanto ti sfiorano e basta. Perché dovrebbe fregarti qualcosa del «Colore delle tende che bisogna scegliere per forza perché di quelle vecchie non se ne può più.»? Cosa cazzo te ne dovrebbe sbattere del fatto che «Ieri faceva freddo ma oggi, ragazzi, è impressionante!»? È Gennaio porca puttana!

Tutto diventa inutile. Il cibo sa tutto della solita roba, i colori di quello che ti sta attorno vertono tutti su un grigio sbiadito, non c’è niente che faccia sfogare questo tuo stato e ti rendi conto che la vita potrebbe essere solo un adattarsi, un abituarsi alle cose, pensi che “essere grandi” sia sinonimo di insofferenza.

Adesso faccio l’infermiere in una residenza per persone con disturbi psichiatrici. Uno di questi pazienti, un ragazzone grande e grosso, è un tipo tranquillo. Risponde il più delle volte con monosillabi, si muove lentamente, molto lentamente, per qualsiasi attività debba svolgere. L’altro giorno ero in refettorio, stavo distribuendo la terapia, ad un certo punto suona il telefono della cucina. Il ragazzo si volta con una velocità fuori da quelle che pensavo poter essere le sue possibilità i direzione dell’apparecchio. Un operatore risponde e poi si avvicina e gli fa «È tuo babbo» e gli porge il cordless. Sì è alzato, sempre con una velocità non abituale, ed è andato a rispondere al padre, con un sorriso che copriva tutta la sua enorme faccia.

Questa cosa mi ha toccato.

La gioia di quel ragazzo per poter parlare, anche solo per cinque minuti, con una persona a cui vuole bene mi ha fatto capire cosa dovrebbe essere veramente importante.

Non voglio diventare incapace di amare.

2 pensieri su “Incapacità di sentimento

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